V. 19 (2026): INDUSTRIA, INNOVAZIONE, INFRASTRUTTURE (SDG 9) E RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE (SDG 10) | Progetti, ricerche, sinergie, compromessi

INDUSTRY, INNOVATION, INFRASTRUCTURES (SDG 9) AND REDUCE INEQUALITIES (SDG 10) | Projects, research, synergies, and trade-offs

Il volume 19 di AGATHÓN dà seguito al percorso avviato con i precedenti numeri dedicati all’Agenda 2030, concentrando l’attenzione su due Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che agiscono come dispositivi strutturali della transizione: Industria, Innovazione e Infrastrutture (SDG 9) e Ridurre le disuguaglianze (SDG 10). I due temi fanno parte dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati nel settembre 2015 dagli Stati membri delle Nazioni Unite (UN, 2015) e promossi come appello a un’azione urgente capace di coniugare prosperità, sviluppo equo e protezione del Pianeta, valorizzando la cooperazione tra Paesi, Governi nazionali, Amministrazioni locali, Istituzioni pubbliche, imprese private, società civile e singoli individui. A pochi anni dalla scadenza fissata per il loro raggiungimento tale appello impone tuttavia alla comunità scientifica una riflessione non più differibile su dove siamo arrivati, su quali traiettorie stiamo procedendo e su quali margini di trasformazione siano ancora praticabili. Una valutazione dei progressi fondata su dati comparabili è stata proposta dal Global Sustainable Development Report (IGS, 2023) che ha richiamato la necessità di una correzione sostanziale e di un’accelerazione delle politiche attuative, senza le quali l’umanità dovrà affrontare periodi prolungati di crisi e incertezza, con il rischio di compromettere ulteriormente il principio di ‘non lasciare indietro nessuno’ e la salvaguardia degli ecosistemi. Se il Rapporto del 2019 registrava ancora avanzamenti differenziati ma in parte coerenti con le traiettorie previste, il quadro delineato dal Rapporto 2023 appare più critico: su alcuni Obiettivi non si è accelerato abbastanza, mentre su altri – sicurezza alimentare, azione per il clima e protezione della biodiversità – il mondo continua a muoversi in una direzione non compatibile con la sostenibilità.

Sulla scorta di tali riflessioni il volume 19 di AGATHÓN raccoglie contributi di ricerca, sperimentazioni e riflessioni critiche riferibili alle aree del Paesaggio, dell’Urbanistica, della Composizione Architettonica e Urbana, dell’Ingegneria, della Tecnologia dell’Architettura, del Design e del Recupero Edilizio con l’intento di alimentare un confronto aperto sul tema ‘Industria, Innovazione e Infrastrutture (SDG 9), Ridurre le disuguaglianze (SDG 10) | Progetti, ricerche, sinergie, compromessi’. I contributi pubblicati assumono un’impostazione multidisciplinare e multiscalare, trattano aspetti di processo, metodologie e modelli di valutazione ex ante ed ex post, superamento di limiti, divari e barriere, valorizzazione delle sinergie e contenimento dei compromessi con gli altri Obiettivi.

L’insieme degli articoli pubblicati nel volume 19 conferma quindi la necessità di intendere il progetto come infrastruttura critica della transizione, strumento capace di collegare conoscenza e azione, valutazione e decisione, innovazione e giustizia spaziale. L’impatto dei contributi non va ricercato nella pretesa di offrire soluzioni definitive ma nella capacità di mettere a disposizione linguaggi, metodi e criteri con cui orientare scelte più consapevoli. Agire a scale diverse con effetti multiscalari significa accettare che ogni intervento, anche minimo, partecipi a sistemi più ampi di risorse, diritti, competenze e responsabilità. È su questa consapevolezza che le discipline del progetto possono contribuire all’Agenda 2030 come luogo di mediazione scientifica, culturale e operativa in cui l’innovazione diventa credibile quando riduce divari, rafforza capacità e rende più equa la trasformazione dell’ambiente costruito. Il quadro che emerge non è tuttavia esaustivo e proprio per questo mantiene un interesse scientifico aperto: molte sperimentazioni richiedono verifiche di lungo periodo, basi dati più robuste, confronti internazionali più estesi e valutazioni ex post capaci di misurare non solo le prestazioni dichiarate ma anche gli effetti reali su comunità, utenti, lavoratori e territori. Alcuni contributi mostrano con chiarezza che la stessa innovazione può generare inclusione o nuove disuguaglianze: strumenti digitali e passaporti informativi possono abilitare la circolarità ma anche accentuare divari di competenza; soluzioni basate sulla natura possono ridurre emissioni ma anche spostare criticità sulle filiere; rigenerazioni urbane e territoriali possono produrre valore pubblico oppure alimentare processi estrattivi; dispositivi di monitoraggio e intelligenza artificiale possono sostenere apprendimento e sicurezza oppure introdurre forme di sorveglianza. La maturità dei contributi pubblicati sta nel non occultare tali tensioni e nel renderle parte dell’argomentazione progettuale.

Da questo punto di vista il volume offre indicazioni utili a comunità scientifiche, progettisti, Amministrazioni pubbliche, imprese, gestori di Patrimoni e infrastrutture, Istituzioni nel campo dell’istruzione / formazione e soggetti del terzo settore. Ai ricercatori fornisce quadri analitici per rendere più verificabili sinergie e compromessi tra Obiettivi; ai progettisti suggerisce criteri per integrare prestazioni ambientali, accessibilità, usabilità, manutenzione e qualità sociale; ai decisori pubblici indica la necessità di passare da interventi episodici a programmi capaci di combinare dati, governance, risorse economiche e responsabilità nel tempo; alle imprese e alle filiere produttive propone una lettura dell’innovazione non limitata all’efficienza ma estesa alla tracciabilità, alla durabilità, alla circolarità e alla distribuzione dei benefici. In questa prospettiva i contributi alimentano il dibattito su temi centrali per le discipline del progetto: infrastrutture come sistemi di equità, transizione digitale come questione di accesso e controllo, rigenerazione come processo di lunga durata, materiali come nodi di filiere sociali e ambientali, tecnologie come dispositivi da governare e non soltanto da applicare. Nel loro insieme i contributi raccolti nel volume mostrano che l’azione progettuale orientata agli SDG 9 e 10 non può essere confinata a una sola scala né a un solo ambito disciplinare. L’innovazione diventa rilevante quando produce effetti misurabili e riconoscibili a scale diverse: una scelta sul carbonio o sul suolo modifica le priorità di Piano; il riuso di un edificio può incidere su economie territoriali e reti di cura; una facciata, un componente o un materiale può orientare filiere, manutenzione e cicli di vita; un’interfaccia o un ambiente di apprendimento può ridefinire accessibilità, sicurezza e responsabilità d’uso. Il valore del volume risiede proprio in questa lettura multiscalare attraverso un insieme di dispositivi concettuali, metodi, prototipi e strumenti valutativi che aiutano a comprendere come le decisioni puntuali possano generare ricadute sistemiche e come strategie generali richiedano verifiche operative nei luoghi, negli edifici, nei prodotti e nei materiali.

Pubblicato: 30-06-2026

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